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Sono giorni difficili in casa Huawei da quando Google ha deciso di non fornire più il sistema Android al brand.

A quanto pare il sistema operativo di big G e tutti i relativi servizi non saranno più disponibili sui dispositivi mobile dell’azienda cinese.

Cerchiamo di capire cosa è accaduto e quali saranno le conseguenze.

 

Ricostruiamo la vicenda

Il drastico provvedimento ormai noto come Huawei Ban di interrompere i rapporti commerciali tra Google e Huawei è arrivato dalla casa bianca.

Il 16 maggio Donald Trump ha firmato un documento che vieta al brand cinese di vendere ed installare le proprie infrastrutture negli Stati Uniti se non previa autorizzazione.

L’azione del presidente sembrerebbe essere motivata dalla volontà di proteggere la sicurezza nazionale. Il magnate, seppur senza mostrare alcuna prova, accusa la Huawei di fare spionaggio per conto del governo cinese.

Cosa potrebbe comportare tutto ciò a gli utilizzatori di dispositivi targati Huawei?

In seguito all’attuazione del provvedimento gli utenti potrebbero trovarsi a dire addio a servizi utilizzati quotidianamente come come Maps, Gmail, Drive e a tutte le app dello store Google Play.

La situazione attuale ha innescato un meccanismo a catena, secondo quanto riferito da Bloomberg, anche altre aziende statunitensi come Intel, Qualcomm, Broadcom e Xilinx sembrerebbero non voler più fornire chip ad Huawei.

 

Futuro incerto per i prossimi smartphone Huawei

La notizia ha suscitato grosse perplessità nei possessori di smartphone Huawei, ma le ultime dichiarazioni ufficiali della casa produttrice e di Google hanno tranquillizzato gli utenti che non si vedranno sparire Android dai propri device.

A quanto pare il divieto interesserà solo i modelli prodotti in futuro.

I due grandi brand hanno garantito che continueranno a rilasciare gli aggiornamenti del sistema operativo e i patch di sicurezza.

La buona notizia è che il governo americano ha prorogato il provvedimento di 90 giorni, proroga che consentirà ai due colossi di lavorare insieme almeno fino al 19 agosto, con la speranza che la situazione possa variare.

Una considerazione da fare in merito alla situazione è che se da un lato i vertici di Huawei sono preoccupati per i possibili danni in termini di fatturato dall’altro le aziende concorrenti come Samsung e Nokia vedono nel divieto imposto da Trump un’opportunità di guadagno.

 

Qual è la posizione di Google in merito alla faccenda?

Big G sostiene che le decisioni del governo americano potrebbero mettere a repentaglio la sicurezza degli utenti.

Se il brand cinese non potrà aggiornare e utilizzare Android per i suoi device, sarà costretto a sviluppare un suo sistema operativo rendendo meno sicuri i dispositivi che potrebbero essere hackerati con maggiore facilità.

Secondo le prime indiscrezioni l’azienda cinese sarebbe già al lavoro con lo sviluppo del sistema Oak OS, il tutto è ancora in una fase embrionale ma visto che dalla casa bianca non sembrano esserci ripensamenti rispetto alla decisione presa, l’azienda cinese sta accelerando i tempi di sviluppo.

E’ bene sottolineare che le preoccupazioni del colosso di Mountain View vanno ben oltre la sicurezza, se l’azienda dovesse realmente interrompere i rapporti con Huawei, che attualmente è il secondo produttore di smartphone a livello mondiale, perderebbe diversi milioni di dollari che attualmente guadagna grazie alle royalties. Risulta quindi chiaro che Big G non voglia rinunciare ad avere un partner commerciale delle dimensioni di Huawei.

Un portavoce di Google ha dichiarato al Financial Times:

“Come altre società statunitensi, siamo impegnati con il Dipartimento del commercio per garantire che siamo pienamente conformi ai suoi requisiti e alla licenza temporanea. Il nostro obiettivo è proteggere la sicurezza degli utenti di Google sui milioni di esistenti Telefoni Huawei negli Stati Uniti e in tutto il mondo. “

Non ci resta che attendere per capire quali saranno le evoluzioni del caso ormai diventato noto a livello mondiale.

 

Mirko L.

Mirko L.

Laureato in Marketing, Media e Comunicazione allo IULM di Milano si è Specializzato in Project Management e Social Media unendo la sua passione per la tecnologia e la pubblicità con +15 anni di esperienza nel settore. Dal 2014 fondatore e CTO di Manthea Sagl a Lugano con un forte Team di professionisti capaci ed appassionati.

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