Il Retargeting Marketing

Se sei un imprenditore o un marketer sai che la pubblicità svolge un ruolo cruciale per portare le persone su un sito web.

E se il pubblico non fosse pronto ad acquistare quando trova un marchio per la prima volta?

Il 97% delle persone che approda su uno shop online per la prima volta va via senza acquistare nulla, ma soprattutto sono lead persi per sempre. A meno che non siamo noi abili a farli tornare indietro.

E’ qui che entra in gioco il remarketing, noto anche come retargeting marketing.

Il remarketing è un modo efficace per coinvolgere nuovamente i clienti che hanno precedentemente mostrato interesse e interagito online con un brand.

Addentriamoci nel mondo del remarketing per scoprire come funziona e come trarne vantaggi per un business.

 

1) Cos’è il remarketing?

Tutti noi durante la navigazione sul web abbiamo sperimentato lato utente il retargeting.

Quante volte vi è capitato di visitare uno shop online, guardare un prodotto e poi notare che annunci pubblicitari per quel determinato articolo iniziano a seguirvi online? Si tratta appunto di annunci di remarketing.

Il retargeting è una tipologia di pubblicità online che si rivolge agli utenti basandosi sui loro precedenti comportamenti in rete, in particola modo in situazioni in cui le azioni non si traducono in conversioni o vendite.

Esistono due le tipologie di retargeting:

Remarketing statico si crea un gruppo fisso di annunci da presentare all’utente sulla base delle pagine visitate su un sito web;

Retargeting dinamico si opta per la creazione di annunci personalizzati per ciascun cliente, si mostra all’utente direttamente un singolo prodotto o una singola offerta verso cui aveva precedentemente mostrato interesse.

 

2) Come funziona il retargeting?

Il Remarketing è una tecnologia che si basa sui cookie. In altre parole mediante un pezzo di codice di monitoraggio, anche chiamato pixel, che va inserito all’interno di un sito web è possibile “seguire” l’audience su tutta la rete.

Il codice non risulta visibile ai visitatori e soprattutto non influisce sulla user experience degli utenti.

Ogni volta che un nuovo consumatore accede al sito web, il codice rilascia al browser utilizzato un cookie in forma anonima. Successivamente quando i visitatori tracciati mediante questo processo, navigheranno sul web, il cookie in questione consentirà alle aziende fornitrici di remarketing di mostrare i contenuti delle campagne pubblicitarie esclusivamente al pubblico che ha già visitato il sito web in questione.

E’ bene precisare che mediante il codice di monitoraggio non si conoscerà mai l’identità esatta ma solo il comportamento della persona su cui si va ad effettuare il retargeting. Tutto ciò consente ai brand di creare un’esperienza utente unica basata sul comportamento del cliente stesso.

Dobbiamo sottolineare che una campagna di retargeting non è un’azione di marketing fine a se stessa, ma va inserita in una strategia digitale costruita su misura per un brand.

E ‘fondamentale integrare il remarketing all’interno di una strategia SEO e di social media marketing, utilizzando i vari canali digitali per portare traffico al sito web e il remarketing per ottenere il massimo da quel traffico.

Per dar vita a campagne di retargeting è necessario affidarsi a piattaforme che forniscono tale tipologia di servizio come Google o i social network.

Per quanto riguarda big G le campagne di Adwords remarketing, possono essere attivate sulla Rete Display di Google, un network composto da più di un milione di siti, che contribuiscono alla pubblicazione di inserzioni pertinenti.

Un’iniziativa di retargeting può anche essere effettuata mediante la Newsletter. Una delle tattiche più utilizzate nel mondo dello shopping online è quella che prevede l’invio di una mail per il recupero dei carrelli abbandonati.

Anche i principali social network, Facebook , Instagram, LinkedIn offrono l’opportunità di realizzare campagne di rermarketing.

 

3) Perché il remarketing è importante?

Il retargeting si rivela un’arma vincente per vari motivi:

E ‘una soluzione omnichannel: Le persone navigano da vari dispositivi, i brand per catturarli devono fare lo stesso. Con il retargeting è possibile “seguire” gli utenti ovunque essi siano, su desktop, sul mobile o all’interno delle applicazioni.

Funge da promemoria. Prima che una persona decida di acquistare qualcosa deve visualizzare un annuncio più di una volta. Il retargeting si presta bene ad assolvere questo compito, ricorda all’utente quella stampante o quel paio di occhiali che stava osservando, riaccendendo in lui il desiderio di acquisto.

E’ una strategia smart per convertire un prospect in cliente. Che stiano semplicemente dando uno sguardo al sito di un’azienda o mettendo un articolo nel carrello, questi sono utenti che hanno mostrato interesse verso un determinato prodotto o servizio. Ciò vuol dire che gli sforzi per conquistarli saranno minori rispetto a coloro i quali non hanno mai navigato all’interno di uno shop online. Con il retargeting è possibile raggiungere e catturare l’attenzione di questi potenziali clienti al momento giusto nel posto giusto, traendone ottimi benefici in termini di vendite e profitti.

 

4) Il ROI è più conveniente

Il retargeting è altamente vantaggioso, in quanto grazie alla personalizzazione è possibile comunicare e coinvolgere il pubblico nel modo giusto. Tra le altre cose optando per una campagna di retargeting CPC (Cost per clic), opzione offerta da varie piattaforme, si paga solo per i clic effettivi, evitando così di esaurire il budget fissato senza raggiungere l’obiettivo desiderato.

Redazione Manthea

Redazione Manthea

Un Team composto da professionisti ed esperti del settore Digital Marketing. Condividiamo ed informiamo su un mondo sempre più complesso ed ampio, mettendo nero su bianco quelle che sono le nostre esperienze sul campo.